Ogni mese ha le sue giornate dedicate a qualcosa o a qualcuno. C’è la giornata internazionale per la lotta contro il fumo, la giornata internazionale del Jazz, la giornata mondiale delle api! Ce ne sono davvero per tutti i gusti; da quelle molto serie e sentite a quelle più curiose come la giornata dedicata al tonno! Ho sfogliato l’elenco e ce ne sono davvero tante.

Quando ero piccola, che io mi ricordi, oltre alle ricorrenze tradizionali c’era solo la festa della mamma e del papà. Da qualche anno, invece, anche in Italia, precisamente il due ottobre, si festeggiano delle figure a me molto care: i nonni.

Ho un dolcissimo ricordo di tutti i miei nonni, ma devo fare una confidenza: uno di loro ha un posto speciale nel mio cuore. Nonno Ciccio è stata una persona molto importante per me, è stato il mio porto sicuro. Quando pesavo 108 Kg, tutti i parenti mi stavano addosso per farmi dimagrire, e in questo modo non facevano altro che mettermi altra ansia addosso. “Consuelo, sei tanto bellina, ma perché non dimagrisci?”, “Che bel visino che hai, se solo riuscissi a perdere peso”.

Mi volevano bene, lo so, ma con quella modalità non mi facevano altro che male. Nonno Ciccio era una persona elegante e distinta, parlava sempre un italiano impeccabile, quasi mai in dialetto. Le uniche volte che lo sentivi parlare in siciliano era quando doveva dire qualcosa di importante. O quando si arrabbiava! E quando mi vedeva sommersa da quei discorsi sul mio peso, nonno Ciccio si arrabbiava e la stanza riecheggiava di quel suo “Lassatila stari, lassatila stari!”. Sento ancora il caldo della sua voce che ripeteva “Lasciatela stare, quando ne avrà voglia, quando si sentirà pronta di metterci mano lo farà!”

Era un uomo alto, pulito… con i suoi capelli brizzolati e profumati di gel in quel suo cappotto verde bottiglia mi dava serenità con la sola presenza. Quando poi lo sentivo prendere le mie parti in modo così deciso, che non ammetteva repliche, le mie ansie svanivano.

Quando ero seduta sul suo divano a righe, tutto rosso e argento, mi sentivo come su un’isola sicura. Con nonno Ciccio ero al sicuro! Guardavo la tv da quel divano, e ogni tanto spostavo gli occhi dai cartoni animati su di lui, che aveva l’abitudine di riposare accanto a me. E io mi avvicinavo in silenzio, per non svegliarlo, e controllavo se respirasse: avevo così tanta paura di perderlo che anche un riposino mi metteva in allarme.

Amare se stessi è l’inizio di una storia d’amore lunga tutta una vita (O. Wilde)

Perché questo racconto? Solo per descrivere l’amore incondizionato, la fiducia che nonno Ciccio più di tutti mi ha donato. Senza esagerare, posso davvero dire che è stato lui a salvarmi. Col tempo, col senno di poi, ho ripensato spesso e spesso lo faccio ancora, a come mi abbia difeso dagli attacchi di chi voleva costringermi a dimagrire, a chi non mi accettava per come ero, a chi non mi dava la fiducia di cui avrei avuto bisogno.

Cosa ha fatto nonno Ciccio? Mi ha amata in un modo così dirompente che ho iniziato ad amare me stessa!

Mio nonno aveva ragione quando diceva “quando sarà pronta, non userà il cibo in quel modo”: amare me stessa è stato il primo passo verso il cambiamento.

Oggi mangio con tranquillità, ho smesso di abbuffarmi compulsivamente. Il cibo non è più un finto amico con cui riempire i miei vuoti o uno strumento con cui saziare una fame che con lo stomaco ed i miei desideri non ha nulla a che fare.

Il cibo è ora semplicemente quello che deve essere: la benzina per le nostre giornate. Certo, è ancora un piacere assaporare un cibo goloso, condividere bei momenti a tavola con le persone care, ma il cibo non è più una valvola di sfogo.

Questa è l’importanza di avere accanto una persona che ti ama senza vincoli, che ti accetta per come sei e che ti trasmette fiducia.

Questo discorso vale per tutti gli atteggiamenti dannosi, non solo quelli riguardanti il cibo. Le varie dipendenze, affettive o materiali, le varie modalità con cui ci facciamo del male in modo più o meno volontario, sicuramente non vengono contrastate dal tipo di frasi che mi sentivo ripetere io da piccola. E che hanno spesso il potere di ottenere l’effetto contrario.

Festeggiando questa giornata dedicata ai nonni, ti auguro di avere accanto un nonno Ciccio e, se non ce l’hai, sii proprio tu il nonno Ciccio per te stesso!

Spero che questa mia confidenza in forma da articolo ti sia stata di aiuto in qualche modo, soprattutto nel farti capire l’importanza della fiducia e della forza che poche e semplici frasi possono avere sull’autostima di una persona.

Scrivimi pure e insieme ritroveremo quella forza di cui senti il bisogno. Quella forza che da ragazzina non sapevo di avere e che le parole di un nonno amorevole hanno saputo tirare fuori.

Tanti auguri, nonni!

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