L’AUTOMATISMO, QUESTO SCONOSCIUTO

Oggi parliamo di automatismi mentali, ovvero quel meccanismo, per l’appunto “automatico” che in termini evolutivi ha avuto il compito di proteggerci. Si tratta di comportamenti puntuali e ripetitivi finalizzati a farci risparmiare risorse cognitive e rendere l’attuazione di un processo veloce ed efficace

Un esempio per entrare nel vivo: sai allacciarti le scarpe? Bene, prova a spiegarmi come fare senza ripetere il gesto. Esatto, sai farlo istintivamente e razionalmente lo hai “dimenticato”. Pensa che complicazione sarebbe se ogni mattina dovessi re-imparare a fare tutte le azioni che oggi compi spontaneamente!

Il nostro amico automatismo è un grande alleato nel processo di apprendimento. È proprio lui che scende in campo quando esercitiamo azioni con ripetitività fino a trasformare un processo razionale, conscio e controllato, in una consuetudine familiare e istintiva che svolgiamo con semplicità e disinvoltura.

Ripensa a cosa hai fatto quando hai imparato a guidare. La prima volta che sei ti sei messo/a alla guida di un’auto probabilmente non avevi idea di cosa dovessi fare; lentamente hai compreso a un livello cognitivo il funzionamento; poi hai esercitato azioni e movimenti (la famosa pratica), finché ti sono risultati automatici e spontanei fino al punto che adesso mentre guidi conversi senza distrarti, canti, pianifichi la tua giornata e scommetto che qualche volta ti è anche capitato di arrivare a destinazione senza riuscire a ricordare quale percorso tu abbia fatto!

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T9 E AUTOMATISMI: AGGIORNA IL SISTEMA

Hai presente come funziona il sistema di correzione automatica dei dispositivi elettronici? 

Ieri sera ho scritto “sogni d’oro” alla mia amica Serena e per la prima volta dopo molti mesi il T9 non mi ha suggerito di continuare con “amore mio”.

Il fatto è che ogni sera per quasi due anni ho dato la buonanotte al mio fidanzato scrivendo “sogni d’oro amore mio”, quindi il sistema ha “appreso” questa associazione e mi suggeriva per default queste parole in sequenza. Peccato che l’”amore mio” non esiste più da un bel po’ di mesi

Ad ogni modo, udite udite, finalmente il T9 ha capito! E se riesce a farlo un cellulare, figuriamoci cosa può fare la mente umana!?

Sì, perché il nostro cervello funziona un po’ come il T9! È strutturato in due sistemi di pensiero: uno automatico, definito anche pensiero veloce, che agisce intuitivamente e usando la metafora del T9 aggiunge “amore mio” senza fare troppe domande; l’altro razionale, definito anche pensiero lento, che procede razionalmente ed ha bisogno di tempo per verificare e decidere se aggiungere o non aggiungere quelle paroline.

Ti stai chiedendo dove voglio arrivare? Sto facendo riferimento allo stesso processo descritto sopra: l’automatismo. Un comportamento ripetuto ed esercitato diventa un’abitudine e basta uno stimolo, sempre lo stesso, a innescare una reazione automatica. E quando l’associazione è stata stabilita, impostata ed esercitata, quanto è difficile disinnescarla!!!! Prova a lasciar cadere intenzionalmente un oggetto e nota quanta fatica ti costa resistere alla tentazione di afferrarlo al volo; cerca di giocare con la frizione della macchina nell’intento di farla spegnere e nota quanto sia innaturale perdere il controllo dei pedali. 

 

AUTOMATISMI VIZIOSI E VIRTUOSI, TU COSA SCEGLI?

Questo meccanismo che ti permette di inserire il pilota automatico è comodo, vero?

Eh … direi che dipende!

Se l’automatismo è: aprire il frigo in continuazione; cercare l’approvazione di tutti; controllare qualsiasi aspetto della tua vita e di quella dei tuoi cari; un comportamento compulsivo; una fobia …. mica tanto comodo!

Tutto dipende dal tipo di automatismo che è utile o nocivo a seconda dell’azione messa in atto.

E allora, cosa fare quando l’automatismo radicato in noi è poco utile? Semplice, va disinnescato interrompendo la sequenza. 

Anzi, faremo di più: poiché si tratta di un processo utile, ne manteniamo attiva l’efficacia mettendola a servizio di un comportamento virtuoso, sostituendo la parte dannosa con la nuova e più furba abitudine. Come? Esistono tecniche specifiche che possono darti accesso alle strategie più utili nel tuo caso. È ciò che è accaduto a me quando ho scelto chi volevo essere ed ho appreso e praticato un metodo che mi rende la persona che sono oggi!

Il risultato?

Prima mangiavo le cose più grasse che trovavo in commercio e adesso faccio il “finto soffritto”, prima ero in significativo sovrappeso e oggi sono il ritratto della salute e della vitalità.

Se mi conosci sai che mi piace guidare con l’esempio e allora ti racconto un episodio che mi è appena successo: fino a qualche settimana fa avevo l’abitudine di spararmi addosso un getto di acqua ghiacciata alla fine di una doccia bollente. Ero intenzionata a riprendere questa routine, ma non ne avevo la forza. Eppure, si trattava di tre secondi di getto di acqua ghiacciata, una cosa che avevo già fatto centinaia di volte. E allora oggi, sotto la doccia in piscina mi sono ripetuta la domanda: “lo faccio o non lo faccio?” e quella vocina interiore (quella che se ti stai chiedendo “Quale vocina interiore?” … eccola, è proprio lei!) mi ha risposto “ma no, dai, fallo la prossima volta!”.

Tana per l’automatismo!

La nostra mente è strutturata per la sopravvivenza e, biologicamente, a lei non interessa della nostra felicità. Il nostro cervello ha un solo obiettivo: la preservazione della specie e qualsiasi “novità” rappresenta un rischio, pertanto l’input che ci dà è volto a boicottare ogni prospettiva di cambiamento

Comprendere i propri processi mentali è importante per poter scegliere in libertà se contrastarli o assecondarli, al fine di determinare consapevolmente la propria felicità.

Io in questo caso, stanato l’automatismo, non ho indugiato nell’esitazione. Ho afferrato la manopola dell’acqua ed ho ripetuto il mio rituale di benessere: un getto di acqua ghiacciata alla fine di una doccia bollente! Un brivido gelato ha avvolto il mio corpo e mi sono sentita sempre di più la Consuelo padrona delle proprie azioni.

Arrivato/a a questo punto dovresti essere riuscito/a a intuire quale potenziale sia rimasto finora inesplorato rispetto al funzionamento della tua mente. Non voglio dire che volgere a tuo vantaggio il sistema automatico sia semplice, di certo vale la pena allenarsi perché significa disporre di un prezioso alleato che lavora per te giorno e notte a costo zero per moltiplicare ricchezza, benessere, serenità. Rispetto a questo cosa scegli per te? 

Inizia a educare i tuoi automatismi e contattami per sapere come procedere, ora!

 

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