SUA MAESTA’ LA RABBIA

Sono furiosa/o, non ci vedo più dalla rabbia, l’ira si è impossessata di me e io non so come liberarmene. Mi affatica, mi intossica e soprattutto crea devastazione e solitudine intorno a me. Ti sei mai chiesto/a cosa sia la rabbia e a cosa serva? Iniziamo col fare alcune premesse e le dovute presentazioni: la rabbia è uno stato emotivo, per la precisione è una delle cinque emozioni primarie. E nel corso dell’evoluzione ha avuto una funzione fondamentale nella sopravvivenza e nello sviluppo della specie umana. 

Solitamente pensiamo alla rabbia come qualcosa da evitare, contrastare o reprimere e in parte è certamente così!

In realtà, come sappiamo, è l’utilizzo che si fa di una risorsa a determinare il limite o il potenziale che essa esprime. Un po’ come accade per un coltello, puoi usarlo per affettare una torta come anche come arma per offendere. Allo stesso modo, puoi lasciare che la rabbia si impossessi di te e offuschi le tue capacità raziocinanti, oppure puoi scegliere di trasformare la rabbia in unpropulsore per atterrare una bestia feroce, combattere contro il nemico, o affrontare una qualsiasi situazione più attuale ai nostri tempi!

QUANTI BUONI MOTIVI HAI PER ARRABBIARTI?

Indiscutibilmente ciascuno di noi ha un’infinità di buoni motivi ogni giorno per arrabbiarsi, per alimentare questo stato d’animo lamentandosi dei comportamenti altrui, di mancanze di rispetto, disattenzioni, dimenticanze, insensatezze, ingiustizie.

Siamo sottoposti ogni giorno a innumerevoli stimoli che rappresentano occasioni per una insana e intossicante arrabbiatura. Che poi mi sono sempre chiesta se ci si intossichi perché ci si arrabbia o ci si arrabbi perché si è già intossicati. Forse questi due aspetti semplicemente si alimentano vicendevolmente. E proprio in virtù di questa considerazione credo che l’unica domanda utile da porsi, invece di contare, surriscaldarsi o ripassare mentalmente tutti i milioni di contesti, persone, eventi che giustifichino l’arrabbiatura, sia:

Qual è la ragione più importante per cui dovrei evitare di arrabbiarmi 

e continuare invece a nutrirmi di bellezza e benessere?

PREVENIRE LA RABBIA È MEGLIO CHE CURARE

Perché alla fine è una questione di priorità e se la TUA priorità sei TU, fidati, il 98% delle battaglie che ingaggi ogni giorno, te le puoi (oserei dire “devi”) risparmiare!
E te lo dimostro chiedendoti di rispondere a una domanda. Pensa all’ultima discussione che hai avuto con un collega, all’ultima sparata che hai fatto con un automobilista indisciplinato o all’ultima volta che qualcuno ti è passato davanti mentre rispettavi diligentemente la fila. Ti sei arrabbiato/a? E scommetto che avevi ragione!
Adesso ti chiedo:

Tu vuoi avere ragione
o
Vuoi stare bene?

Ti dirò di più: sai che la maggior parte delle volte siamo soliti pianificare le arrabbiature? Pensaci: quante volte sai in anticipo che troverai traffico e farai tardi; quel collega farà ostruzionismo o il capo contesterà alcuni aspetti del lavoro; il partner dimenticherà di occuparsi di quella commissione importantissima. E quante volte, rispetto a questi eventi tu decidi di pensare che questo è accaduto perché l’Universo trama contro di te, il collega ti boicotta, il capo non si fida, il partner non tiene a te … invece di costatare semplicemente che esci all’ora di punta, il collega si comporta così con tutti, il capo ti spinge a esprimere il potenziale che vede in te e il partner è solo sbadato?!

A questo proposito è d’obbligo una piccola precisazione: quando deleghiamo un compito, spesso tendiamo a pretendere che l’adempimento venga svolto a modo nostro. E invece no, la delega richiede unicamente il raggiungimento del risultato. La definizione di strategia e processo va lasciata alla fantasia e alla libera espressione del delegato, altrimenti è più furbo non chiedere aiuto e procedere in autonomia! Ora, se sei disposto/a a spostare l’attenzione al di fuori di te, comprendi che l’altro ha fatto ciò che poteva con gli strumenti che aveva a disposizione. Ti sei mai messo/a in discussione chiedendoti come mai abbia avuto quelle mancanze, cosa abbia generato quei comportamenti che tu hai valutato essere rivolti contro di te? 

Ti svelo un segreto: il più delle volte, non siamo al centro dell’esistenza delle altre persone, soprattutto nel male. Quando ti sembra che qualcuno ti faccia un torto, spesso sta agendo spinto da suoi bisogni personali che poco o nulla hanno a che fare con te. E allora la strategia che sposo io è quella di Platone:

“Ogni persona che incontri sta combattendo 

una battaglia di cui non sai nulla.

Sii gentile. Sempre.”

Questo per prevenire uno stato d’animo che, almeno in questi casi, non avrebbe grande utilità e si rivelerebbe dannoso e tossico. E ricorda che una cosa detta per rabbia e con rabbia pesa più di mille bei momenti condivisi e lascia segni indelebili.  Quando ti serve trovare la determinazione per disinnescare la bomba, chiediti se rischio di perdere l’affetto di persone importanti, il lavoro dei tuoi sogni, un’amicizia nutriente, valga più del motivo di discussione contingente. E sappi che puoi dire stop alla rabbia prima che la rabbia dica stop a ciò che conta nella tua vita.

SE IL TIMER È GIA’ PARTITO

E quando invece la miccia è già accesa? Alla fine, sai che c’è? Poco importa capire perché tu sia arrabbiato/a, è molto più utile indagare il “cosa” puoi fare per alleggerire questo stato d’animo. In questi casi io metto in campo un paio di strategie furbe. Lo scopo è tornare in controllo della situazione e del mio equilibrio psico emotivo. Lo faccio riappropriandomi della responsabilità dei miei pensieri e delle mie azioniTu daresti le chiavi di casa a uno sconosciuto? Immagino di no! E allora perché mai dovresti consentire a uno sconosciuto, o peggio qualcuno nei confronti del quale non nutri alcuna fiducia, di influenzare il modo in cui ti senti?

E in questa consapevolezza, fermati ad osservare la situazione e metti ordine dentro di te:

  • sistema la fisiologia prendendo un bel respiro profondo, mento alto, spalle aperte e alla fine, solo alla fine disegna sul tuo viso un bel sorriso.
  • dirigi il focus verso ciò che è utile ponendoti qualche domanda furba che ti sposti dal problema alla soluzione
  • Ricorri all’ironia per stemperare gli animi e interrompere il crescendo emotivo interno ed esterno. Qualche suggerimento? C’è un personaggio che ti fa morir da ridere? Il mio è paperino e utilizzo il suo becco e la sua voce per deridere la situazione che rischia di farmi perdere le staffe. Oppure, hai già un ritornello, una parola o una frase che ti faccia sorridere distraendoti dal motivo di contrariazione? Ecco, usalo come se fosse un mantra.

Alla prima occasione sperimenta queste strategie e scopriti immune alla rabbia quando scegli di esserlo

Se sperimenti spesso le emozioni e i comportamenti di cui abbiamo appena parlato, ti intossichi. Contattami per liberartene, sarò felice di aiutarti!

Pin It on Pinterest

Share This