ESPERIENZE E INSEGNAMENTI

Facile essere carichi quando abbiamo il vento in poppa! Normale essere allegri se abbiamo le spalle coperte! Ovvio essere disponibili quando va tutto liscio come l’olio! 

Si, a volte … ma non è detto!

Avrai conosciuto anche tu persone che, sebbene su carta siano realizzate in quasi tutti gli ambiti della loro vita, non riescono a goderne come potrebbero.

In altri casi è vero il contrario: persone solari, sorridenti, entusiaste, nonostante abbiano più di un motivo per essere preoccupate, cupe, scariche.

Cosa accade in questi casi? 

Oggi voglio partire dal presupposto che ciò che abbiamo conosciuto fino ad oggi, condiziona il nostro approccio alla vita.

Cosa intendo? Semplicemente che quante più “vite” abbiamo vissuto, quante più persone abbiamo conosciuto, quanti più luoghi abbiamo visitato, quante più esperienze abbiamo fatto, quanto più abbiamo esteso la nostra area di perlustrazione, tanto più le nostre capacità di contestualizzazione, scelta e azione vengono messe a servizio della libertà che ciascuno di noi merita.

Attenzione, quando parlo di “esperienze”, non parlo solo di quelle super mega fantasmagoriche. No no, parlo di qualsiasi passaggio, incontro, evento che in un modo o nell’altro ha impattato lasciando in eredità un messaggio.

Quale? Sta a te deciderlo!

Per farci cosa? Sei tu a valutare come ti è più utile impiegarlo e reinvestirlo!

VUOI DARE PER SCONTATO O VUOI CONTARE?

Quando faccio formazione in azienda, mi capita spesso di osservare i comportamenti ed ascoltare i discorsi dei collaboratori per comprendere come interagire con loro nel modo più proficuo.

Mi capita di incontrare dipendenti che hanno il classico atteggiamento della persona “arrivata”, assuefatti alla routine, resistenti a qualsiasi tipo di cambiamento o investimento … annoiati e spenti, almeno finché non li accendo io! 

Fermo restando che sono consapevole di intervenire in dinamiche che spesso sono frutto di anni di interazioni, procedure, equilibri a cui mi avvicino con rispetto e sincero interesse, mi piace anche prendermi cura del singolo e accompagnare le persone attraverso un cambio di prospettiva che consente loro di mettere a fuoco le difficoltà e interpretarle come stimoli che spalancano gli orizzonti di nuove soluzioni.

Poi ci sono i dipendenti che fanno la differenza e catturano la mia attenzione. 

Sono quelli che si accendono da soli! Portatori sani di entusiasmo, produttori di energia, sempre col sorriso, esuberanti, pronti a prendere iniziative, sperimentare e mettersi a disposizione. Per loro non c’è nulla di scontato e prima di pretendere dall’azienda si chiedono come possono contribuire e apportare valore all’interno dei loro contesti.

Io sono una persona curiosa e, soprattutto quando si tratta di modelli che funzionano, mi piace indagare e capire quali siano i criteri da poter replicare.

Ebbene, vuoi sapere qual è il minimo comun denominatore delle persone con atteggiamenti vincenti

Arrivano dall’inferno!

Alcuni hanno avuto disavventure lavorative o tracolli finanziari; altri sono letteralmente sopravvissuti a una malattia o a un incidente; qualcuno ha situazioni davvero impegnative in casa.

C’è da chiedersi: possibile che con queste “sfide in corso” abbiano la motivazione per stare sempre sul pezzo, la volontà di essere quanto più produttivi possibile e la determinazione di generare entusiasmo e vitalità intorno a loro? 

Si, non solo è possibile; per loro sembra essere il solo modo che conoscono per vivere. 

Ciò che hanno conosciuto in precedenza valorizza il significato di quel che hanno ora e loro stessi alimentano la gioia di avere una seconda opportunità, il senso di attaccamento ai nuovi contesti in cui scelgono di intervenire da protagonisti con slancio e dedizione.

È TUTTO RELATIVO 

Ti sarà successo di avere un elettrodomestico rotto, la macchina dal meccanico oppure l’influenza o un braccio ingessato. Sì, insomma, una di quelle “sfighe” che capitano e determinano disagi, rallentamenti, malessere per periodi più o meno lunghi. In quei giorni hai certamente dovuto trovare soluzioni, cambiare abitudini, disdire impegni, chiedere aiuto … forse con urgenza, magari in affanno e nella classica modalità calimero, per la serie “capitano tutte a me!”

Ora vorrei che rivivessi il momento in cui è stato possibile ripristinare il “normale funzionamento” e tornare a poter utilizzare l’elettrodomestico, la macchina o il tuo corpo. Quanto sei stata/o felice di riappropriarti di quella libertà e di una quotidianità che magari prima davi per scontata?

Spesso accade di saper cogliere il valore di ciò che abbiamo solo quando lo perdiamo. 

Sai di cosa parlo, vero? E allora, invece di aspettare la tegola che cade sulla testa, cosa ne dici di fermarti un attimo e passare in rassegna tutti i motivi che hai per ritenerti una persona fortunata? Pensa a come ti sentiresti se perdessi quella persona, il tuo lavoro, se non disponessi di tutti gli strumenti che ti consentono di essere indipendente, se non esistessero tutti i collaboratori o i clienti che forse a una prima analisi ti stressano, ma rappresentano anche la ragione stessa dell’esistenza della tua realtà aziendale sul mercato?

Questo esercizio ti consente da una parte di apprezzare ciò che hai e che nella maggior parte dei casi hai costruito con fatica e determinazione e mettere a punto qualche piccolo aggiustamento come e quando vuoi. Dall’altra, ti pone nella posizione di soppesare ciò che ha un valore reale per te e di lasciar andare contesti, relazioni, abitudini che ti appesantiscono. 

Il risultato è conseguire una consapevolezza che dona pace e serenità, senza passare necessariamente dal dolore e dalla sofferenza!

Ti piace l’idea di assaporare ogni aspetto della tua vita, agire da protagonista e circondarti di armonia? Io sono qui per allenarti a dare e darti valore e goderne pienamente!

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