Sei mai tornato in un posto che frequentavi da bambino e che quando eri piccolo ti sembrava enorme?

A me è successo con un parco in cui giocavo spesso quando andavo alle scuole elementari; mi sembrava che fosse infinito, pieno di spazio in cui correre, di angoli da esplorare, di giochi da sperimentare. Tornandoci da grande ho notato che la mia prospettiva era del tutto diversa.

Ero felice di visitare il parco in cui avevo costruito tanti ricordi, ero emozionata all’idea di rivivere quei momenti e quelle sensazioni, ma una volta arrivata mi sono accorta che era tutto molto diverso da come lo ricordavo.

Lui era sempre uguale, giusto un po’ invecchiato, ma io ero cresciuta e le proporzioni che avevo in mente erano del tutto errate.

Naturalmente è stato bello rivedermi bambina, mentre correvo da un gioco all’altro felice e spensierata, ma ho dovuto arrendermi all’idea che niente era come lo ricordavo; non perché fosse cambiato qualcosa nella struttura, ma perché ero cambiata io. Questo mi ha dato l’opportunità di pensare che la vita è un po’ come quel parco giochi. Lei scorre a prescindere, segue il suo flusso e si offre a tutti nello stesso modo: a fare la differenza siamo noi. Sono i nostri occhi che decidono se percepire uno spazio come enorme o minuscolo.

Il problema è che a volte basiamo il nostro modo di relazionarci al mondo e alla vita, su ricordi del passato che non solo sono opinabili, ma nella maggior parte dei casi non sono più veri nemmeno per noi.

Quante volte hai pensato con disgusto a una pietanza che da piccolo odiavi, per poi scoprire che i tuoi gusti erano cambiati?
Quante volte ti è capitato di rincontrare una persona che per molto tempo hai considerato sgradevole, per poi scoprire che invece era una piacevole compagnia?

Spesso e volentieri le circostanze restano uguali. Allora come mai ci ritroviamo ad avere un’opinione diversa su qualcosa o su qualcuno? Perché siamo cambiati noi, perché la nostra prospettiva si è ampliata, siamo cresciuti, abbiamo fatto nuove esperienze, aperto la mente e trovato spazio per accogliere un modo differente di interpretare gli eventi.

È così che ti rendi conto che i biscotti e le merendine che mangiavi da piccolo non sono poi così buoni, che l’hamburger del tuo fast food preferito non regge il confronto con quello che ordini al ristorante, che preferisci aspettare tre ore per fare un buon ragù piuttosto che comprare quello in barattolo anche se è già pronto.

Quando diventiamo grandi impariamo ad arricchire la nostra percezione della vita ma ci dimentichiamo di dismettere le vecchie percezioni di noi stessi.

Il cambiamento parte sempre da dentro e si riflette in ciò che avviene fuori attraverso le scelte che facciamo; queste a loro volta sono influenzate dal modo in cui vediamo noi stessi in relazione alla realtà in cui viviamo.

I ricordi costruiscono parte della nostra personalità perché illuminano il passato mettendo in risalto ciò che abbiamo vissuto, chi siamo stati, le scelte che abbiamo fatto e le lezioni che abbiamo imparato. Alcune più in fretta di altre.

I ricordi però non hanno o non dovrebbero avere alcun potere sul futuro o sulla nostra identità. 

Dobbiamo essere consapevoli di noi stessi e vivere sempre nel momento presente. Portare con noi i bagagli del passato è utile solo se lasciamo andare i fardelli e conserviamo il senso delle esperienze che abbiamo fatto.

Ti è mai capitato di prendere una decisione per il tuo futuro pensando al passato? Non a ciò che avevi imparato da una determinata situazione, ma al modo in cui ti eri sentito in uno specifico momento? Magari hai rifiutato un invito a cena a causa di una brutta esperienza sentimentale, oppure hai declinato l’invito del tuo capo a presentare, durante una riunione con dei clienti importanti, il progetto a cui avevi lavorato con impegno per molti mesi. Forse ti sei ricordato di quella volta in cui hai dovuto relazionare alla classe su un esperimento di scienze e pur essendo ben preparato hai fatto scena muta per l’emozione e preso un brutto voto. Tu non sei più quella persona, non sei nemmeno quello che eri ieri o anche solo due minuti fa.

Tu sei un individuo differente in ogni istante della tua vita. Impara ad essere consapevole di ciò che sei, sempre, momento dopo momento.

Chi sei ora? Dedica venti secondi a rispondere a queste domande. Chi sei? Cosa stai facendo? Perché? Come ti senti? Il tuo corpo quali sensazioni prova? Questo è essere presenti a se stessi ed è l’unico modo in cui valga la pena vivere.

Lascia andare i condizionamenti del passato e vivi il presente; solo così potrai costruire il futuro che desideri.

Se continuassi a vedere te stesso come il bambino impaurito che affronta il primo giorno di scuola, come potresti proporti sul mercato del lavoro dando di te un’immagine professionale e affidabile? Se ti comportassi ancora come un’adolescente arrabbiato, come potresti creare la tua famiglia e prendertene cura?

Tutto ciò che hai fatto nella vita, che tu abbia avuto successo o meno, ha lasciato un segno dentro di te; quei segni non sono lì per ricordarti quanto sei stato bravo o inetto, ma per dirti che hai vissuto, che hai un passato e che puoi avere anche un futuro, a patto che tu viva nel presente.

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