Tu sei speciale, unico e irripetibile.

Essere speciale però non deve diventare una scusa per rimanere dove sei se in realtà vorresti andare da un’altra parte, per continuare a mettere in atto un comportamento che ritieni dannoso o per accomodarti su un’identità che ti impedisce di valorizzare il tuo potenziale.

Spesso, quando conosco qualcuno che ha bisogno del mio aiuto e mi ha contattata proprio per ottenerlo – cosa di per sé lodevole e niente affatto scontata – mi capita di sentire frasi che si assomigliano molto.

  • “Io non sono come gli altri, con me sarà più difficile.”

  • “So che io sono un caso particolare e non ce la farò mai.”

  • “Se fossi come tutti ci sarei riuscito da solo.”

Frasi come queste mi fanno riflettere sull’importanza delle parole e sui risultati che ci precludiamo a priori. Il modo in cui comunichiamo con noi stessi è fondamentale. Io lo so bene perché mi sono maltrattata verbalmente per anni; non solo quando vivevo il mio disturbo alimentare come l’unica alternativa possibile, ma anche quando, le prime volte, avevo iniziato a cercare una via d’uscita.

Ho smesso di pensare e pronunciare parole così distruttive, giusto prima di trovare la soluzione adatta a me, quella che mi ha liberata del peso che mi opprimeva – non parlo dei chili di troppo – e che mi ha permesso di conquistare una stabilità che non pensavo possibile. Una serenità che creo ogni giorno ma che da allora non mi ha più abbandonata.

Sarà un caso?

Mi rendo conto che quando sei immerso in un problema che non sai come risolvere e del quale hai tentato di liberarti in molti modi, l’idea di continuare a vivere nel dolore annebbia la razionalità, ma vuoi davvero utilizzare la tua unicità per restare incatenato al problema, anziché per realizzare i tuoi obiettivi?

Partire dal presupposto che non ce la faremo è il modo migliore per fallire, per indirizzare il proprio focus sulle situazioni e i tratti caratteriali che ci impediranno di arrivare al traguardo vittoriosi, piuttosto che sui motivi per cui vogliamo farcela e sulle risorse a nostra disposizione.

Riconoscere un auto-sabotaggio è il primo passo per eliminarlo, quindi ben vengano tutti i pensieri disfunzionali che ti appartengono: identificali, riconoscili per quello che sono – ostacoli inutili che tu stesso crei – e poi lasciali andare.

Tu sei speciale è vero: sei la somma di miliardi di cellule che ogni giorno collaborano tra loro per donarti quello che hai e renderti quello che sei. Non c’è nessun altro come te e sarebbe un vero peccato se la tua unicità andasse sprecata solo perché hai deciso che deve essere un ostacolo anziché uno sprone.

Sii orgoglioso di te: invece di nasconderti dietro a quelli che credi essere i tuoi difetti, presentati al mondo mostrando i tuoi pregi.

Certo è che prima devi essere capace di vederli.

 

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