RASSEGNATI, L’ESSERE UMANO SBAGLIA DA CONTRATTO

Quante volte ho ascoltato o pronunciato la citazione “errare humanum est, perseverare diabolicum”. Secondo questo principio dovremmo essere in grado di far tesoro degli errori fatti per non ripeterli. Tuttavia, l’esperienza dimostra che non è sempre così, anzi ciò accade molto di rado.

A mio avviso questa tendenza non determina necessariamente una colpevolezza intenzionale, quanto piuttosto esprime la natura stessa dell’essere umano.

E allora mi sono chiesta da dove arrivi questa demonizzazione dell’errore.

Si certo, in larga misura da stereotipi sociali, contaminazioni religiose e culturali e poi? Voglio dire, come fa uno sbaglio, un intoppo, a volte una banale dimenticanza a pregiudicare giornate, rapporti, talvolta ledere tanto intimamente la considerazione di sé?

La risposta è semplice ed ha a che vedere con l’Amore che accordiamo o, più spesso, non accordiamo a noi stessi e quindi con il Giudizio dietro al quale si celano la paura di non essere accettati, l’insicurezza di confrontarsi con contesti e situazioni nuove o l’incapacità di nutrire fiducia in se stessi, negli altri e nella potenza della vita. È così che un malinteso con un amico, un’incomprensione sul posto di lavoro, un errore di valutazione diventano pretesti per mettere in discussione il proprio valore e minare la propria autostima.

QUANTO SEI CAPACE DI SBAGLIARE?

Inoltre, spesso un errore o un fallimento altro non sono che dei risultati mancati al primo tentativo … datti tempo e magari al secondo funziona! Oppure sono delle azioni che in altri contesti hanno dato ottimi risultati … collaudale con pazienza e vedrai che andrà alla meglio!

Io credo, anzi so, che la strada del “successo”, inteso come il raggiungimento di un obiettivo, è inesorabilmente lastricata di sbagli, cantonate, addirittura fallimenti. È fisiologico e questo la rende preziosa, personale e irripetibile.

Come so anche che solo chi è impantanato nell’immobilismo può evitare di commettere errori.

Al contrario chi sceglie di agire, sceglie sempre la migliore tra le possibilità che ha a disposizione in quel determinato momento. Va da sé che, essendo esseri in perpetua evoluzione, la scelta migliore oggi, potrebbe non esserla domani.

ABBANDONATI, ACCOGLITI, ABBRACCIATI

La mia strategia rispetto alla frustrazione generata da un errore agisce su vari fronti: mi metto in osservazione e mi pongo delle domande volte a capire se ci sia uno schema ricorrente di cui tenere conto, un significato o un insegnamento di cui fare tesoro, aspetti di me stessa che fino a quel momento non sono stata disposta a riconoscere.

Parallelamente presto attenzione alle emozioni che emergono, assecondandone il movimento, ascoltandone le vibrazioni, e ringraziandole per giungere ad una tenera accettazione delle mie fragilità. Perché in fin dei conti non c’è nulla da correggere con ostinazione, soltanto una straordinaria umanità da accogliere e com-prendere.

Questo mi consente di rendere uno sbaglio, la mia occasione di conoscermi un po’ più a fondo e rivolgermi attenzioni e carezze amorevoli, come fossi una bimba che sta imparando ad agire in autonomia.

E allora, la prossima volta che commetterai un errore, accarezzati di più vuol dire che hai bisogno di altro tempo, sii paziente; di un po’ più di lavoro, sii determinata; di applicazione, sii perseverante; di dedizione, sii appassionata; di comprensione, sii tollerante.

Stringiti forte, abbracciati e tieniti più stretta che puoi e tutto andrà benone!

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