LA STORIA DEL PROFESSORE CON 50€ 

Ti racconto una storia: un giorno un insegnante entrò nella sua classe e tirando fuori una banconota da 50€ dalla tasca chiese ai suoi studenti: “ragazzi, chi di voi vuole questa banconota?”, ovviamente tutti i ragazzi alzarono la mano. Allora il professore prese la banconota, la stropicciò tra le mani e ripeté la domanda. Tutti gli studenti alzarono nuovamente la mano. A quel punto il prof gettò la banconota a terra, iniziò a passarci sopra con la scarpa, poi la raccolse e proferì di nuovo la stessa domanda. Nonostante l’incredulità generale, gli alunni continuavano ad essere interessati ad entrare in possesso di quella banconota. 

Questa storiella veicola una grande lezione: poco importava ciò che l’insegnante facesse di quella banconota. Il suo valore restava immutato. E nella vita accade la stessa cosa: possiamo essere apprezzati o ripudiati, accettati o respinti, rispettati o svalutati; anche nel momento più buio in cui potresti pensare di non valere nulla, può darsi che valga la pena modificare un comportamento, ma di certo il tuo valore di base è una certezza

Da questo punto di partenza puoi solo decidere di investirci ed accrescerlo esponenzialmente.

SE LE CRITICHE FERISCONO

Io sono in continua ricerca di feedback perché sono convinta che mi aiutino a crescere e migliorarmi costantemente. Nel corso della mia storia lavorativa, ne ho raccolti davvero tanti, spesso sotto forma di critiche. Alcune potevano attingere a qualche verità oggettiva, altre meno, a volte erano delle vere e proprie menzogne, cattiverie gratuite, falsità

Ricordo ancora che in una circostanza specifica chiesi espressamente al mio interlocutore “ok, questi sono gli aspetti su cui, secondo te, potrei migliorare. Ora dimmi cosa ti piace di me e del mio modo di lavorare!”. Con un cenno del capo respinse la richiesta al mittente, senza possibilità di replica.

Quel pomeriggio piansi molto. Piansi perché quelle critiche mi avevano ferita, piansi perché mi sentito incompresa e intimamente agganciavo un significato più elevato che riconduceva a un rifiuto e alla paura di non essere vista, riconosciuta, amata.

Da quella serata uscii devastata, ma con una certezza, la seguente:

Per quanto ti disapprovino, maltrattino ed attacchino, il tuo valore resta immutato.

Ricordalo sempre!

Parti da questa consapevolezza per costruire la tua identità e le tue convinzioni rispetto a ciò che per te è vero o falso, giusto o sbagliato e soprattutto relativamente a ciò che ritieni di meritare o non meritare. Da qui in poi proteggi e custodisci te stessa/o perché nessuno lo farà al posto tuo e nessuno saprà farlo meglio di te.

TI ATTACCANO O TI SENTI ATTACCATA/O?

Capita spesso, magari è accaduto anche a te in qualche ambito della tua vita, di esserti sentita/o presa/o di mira. Ecco, questo è un punto nevralgico. 

Quante delle provocazioni che senti impattare sulla tua vita, sull’idea che hai di te o sulle tue scelte sono davvero degli attacchi intenzionali? E se anche queste critiche fossero espresse nella deliberata intenzione di ferirti, pensi che il solo fatto che qualcuno abbia pronunciato quelle parole abbia il potere di generare in te delle emozioni? 

Tieniti forte perché sto per rivelarti una grande verità: 

A generare emozioni sono i pensieri che fai a proposito di ciò che accade, 

sia questo un evento, un’affermazione di apprezzamento o di critica.

Senza il tuo permesso, nessuno può ferirti!

Esattamente come quando qualcuno bussa alla tua porta: senza il tuo permesso, nessuno può entrare.

Attenzione però a tenere la porta chiusa a chiunque perché a volte arrivano persone a portare ventate di aria fresca, ondate di ottimismo, opportunità inaspettate che possono aiutarti a rivoluzionare la tua vita in modo stupefacente. 

Se stai pronta/o e apri la porta tutto questo è alla tua portata, ora! 

Io sono con te.

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