Voglio aprire questo articolo svelandoti subito un importante segreto, una bussola che spesso perdiamo di vista nella complessa società che oggi ci troviamo ad affrontare:

l’uomo è un animale fortemente sociale.

Ogni uomo ricerca i suoi simili, crea comunità e interdipendenze con altri individui.

Eppure, nelle esperienze in cui mi sono trovata ad operare in questi ultimi anni, ho toccato con mano una grossa difficoltà…  chiedere aiuto! Eppure, non c’è niente di più semplice e naturale di questo e per capirlo basta un semplice esempio.

C’è una fase dello sviluppo dell’essere umano in cui questa capacità è espressa nella sua pienezza: l’infanzia.  Nei primi anni della nostra vita, per istinto di sopravvivenza, i bambini si affidano agli adulti per ricevere protezione e cure necessarie alla crescita. Crescendo però disimpariamo quasi tutti questa pratica, sostituendola con la necessità di creare una propria identità e quindi differenziarsi dagli altri puntando alla propria autonomia. Purtroppo, soprattutto nella cultura occidentale, con la crescita siamo sottoposti ad una serie innumerevole di regole e di assunti, non sempre scritti ereditati dai modelli familiari e culturali di appartenenza, che condizionano profondamente le nostre scelte e i nostri comportamenti. In molti di essi vi è ben radicata l’idea che aver bisogno degli altri sia sinonimo di inadeguatezza ed incapacità.

Questa è la bugia più grande.

Vogliamo credere di essere “super-uomini”, che non hanno bisogno di nessuno per andare avanti, che non si fidano di nessuno, che odiano mostrare le loro debolezze. Ma sappiamo benissimo che la realtà è ben differente. Se pensi un attimo al tuo vissuto personale… vedrai che sarà capitato anche a te di entrare in contatto con regole del genere:

  • “non mostrare mai le tue debolezze: se gli altri capiranno che non sei capace allora ti disprezzeranno”
  • ”se vuoi ottenere qualcosa nella vita fallo da solo. Chi fa da se fa per tre!” 

Chiunque, pensandoci, può ricavare e rivivere esperienze e ricordi legati al mito dell’individualismo come segno tangibile di forza. Niente di più sbagliato. Bisogna andare oltre le nostre paure per un atto d’amore e responsabilità verso noi stessi.

Finché continueremo a vedere l’altro come un qualcuno pronto a giudicarci, continueremo a vivere in sofferenza, non potendo condividere il nostro dolore e i nostri problemi, per paura di essere etichettati come sbagliati, diversi, incapaci. Non sapremo vedere che l’aiuto da parte di un altro è un gancio emotivo e pratico molto importante, che ci sostiene aiutandoci ad identificare le nostre emozioni e le scelte migliori per noi, senza imporle nel rispetto della nostra natura. Ovviamente scegliendo l’interlocutore giusto.

Quando si chiede aiuto si dà la possibilità a chi ci circonda di fare qualcosa per noi, e questo è segno d’amore.

Riuscire ad andare oltre le nostre paure, iniziando ad amarsi un po’ di più e avendo il coraggio di smontare queste convinzioni, è un primo passo necessario per cambiare realmente la nostra vita.

Che stai aspettando? Affidati a qualcuno!

Il primo passo per stare bene è affidarsi a qualcuno.
Generalmente, quando abbiamo un problema, un grosso problema, ci affidiamo a un’équipe medica o a professionisti della psicologia per anni, anni e anni. Tutto questo è giusto: quando c’è una patologia, niente può essere meglio di questo. Ma per affiancare questi approcci e potenziarne l’efficacia io ti consiglio di intraprendere un percorso di coaching. Attraverso il coaching e la programmazione neuro linguistica, possiamo allenare la nostra mente a comunicare bene con noi stessi per superare le difficoltà. Lavorare sul qui e ora, lavorare sul futuro, conoscere tecniche e metodi pratici per andare a operare una sostituzione di comportamenti che ci fanno male ed elaborare strategie per stare bene. Grazie a questo lavoro personale riusciremo davvero a sbloccarci, migliorarci e raggiungere i nostri desideri.

Se veramente hai un problema e una difficoltà, cos’hai da perdere nell’affidarti a un coach professionista?

Smetti di crederti ed essere un “Super-Uomo” individualista. È completamente fuori natura. Il vero super-uomo, il supereroe, è chi prende la mano di chi gli tende l’aiuto, per andare a prendersi ciò che desidera: la libertà.

 

Questo è il miglior augurio che posso farti.

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