A PASQUA PUOI!

Ieri era Pasquetta e ho mangiato tanta cioccolata. Un pezzetto dopo l’altro, di morso in morso e me lo sono gustato di cuore, mi è piaciuto tanto, era veramente buono. 

Oggi è martedì e amo procedere con la mia alimentazione sana.

Cosa penso rispetto a quell’uovo di cioccolato che ho mangiato? Che tutto sommato me lo sono meritata! 

È bello godere delle tradizioni anche perché possiamo celebrarle soltanto in alcuni giorni specifici. Cosa invece è nocivo per noi? Tutto ciò sappiamo avere un impatto negativo e, nonostante questo, rappresenta un comportamento ricorrente. È nocivo soprattutto per l’autostima che progressivamente ci abbandona, lasciando spazio ai sensi di colpa, ai chili che aumentano, alla pesantezza, fisica, mentale ed emotiva, che ci sentiamo addosso. 

Ma se per un giorno voglio esagerare con un bel po’ di cioccolata, sono felice di averlo fatto!

È una scelta libera: io potevo mangiare cioccolata per Pasqua come no. Non sono stata costretta, non dipendevo da quel cioccolato, non gli attribuivo alcun significato; semplicemente ho scelto di mangiarlo e di godermelo e se potessi tornare indietro nel tempo, lo farei di nuovo e con tanta serenità.

L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA

Siamo abituati a pensare allo “sgarro” alimentare in modo dispregiativo, come qualcosa che assolutamente non deve accadere. Questa parola racchiude in sé una rigidità poco veritiera; al contrario dovrebbe parlare di un atto di gentilezza verso noi stessi perché con quella eccezione stiamo prendendo in carico un bisogno. Hai già notato cosa accade quando ti metti in uno stato di privazione? Allontani quel desiderio una volta, lo respingi una seconda, lo reprimi la terza e poi? 

Esplode in tutto il suo vigore, potremmo dire “con gli interessi” e diventa la classica ”abbuffata”.

Quando invece sei in grado di accogliere e interpretare quel bisogno, stai pur tranquilla/o che si farà sentire con discrezione e altrettanta gentilezza perché la mente sa che sei disposta/o a rispondere alle sue richieste.

Insomma, se talvolta decidi di concederti un piccolo sgarro per appagare un desiderio o cedere a una tentazione, hai il sacrosanto diritto di farlo nella misura in cui ciò rappresenta un’eccezione, consapevole, sicura/o e serena/o che la costanza, la coerenza e il procedere non vengono messi in discussione da un fuori programma o da un appagamento extra ordinario.

Una volta ho letto un’affermazione simpatica, un po’ provocatoria:

Non è ciò che mangi da Natale all’Epifania, ma ciò che mangi dall’Epifania a Natale, 
a determinare quel numero sulla bilancia.

Io credo che sia verissimo! Sono le nostre scelte quotidiane, ripetute e ricorrenti a definire i risultati che otteniamo nel medio e nel lungo termine e l’opinione che abbiamo di noi stessi.

Non si cambia un’identità contravvenendo a una regola una sola volta o sporadicamente. L’integrità personale vacilla quando passo dopo passo solchiamo un sentiero diverso da quello che avevamo stabilito di percorrere.

Quando invece torni puntualmente sul tuo sentiero e lo percorri anno dopo anno con continuità e dedizione, nonostante qualche piccola eccezione, vivi quel percorso in modo soddisfacente, appagante e nutriente.

Sensi di colpa, punizioni fino al digiuno o pensieri catastrofici del tipo “ho compromesso tutto, dovrò ricominciare tutto daccapo”, non ti fanno bene e soprattutto non rendono merito né ai sacrifici fatti fin qui, né alla libertà che hai scelto di riconoscerti con lo stravizio che hai fatto rispetto al regime alimentare che osservi abitualmente.

Uno sgarro fa ingrassare o mina la tua autostima solo se costituisce la regola. Diversamente è proprio l’eccezione che conferma quella regola di sana ed equilibrata alimentazione!

Riconosciti un po’ di indulgenza e comprensione perché se ti stai tormentando rispetto all’aver consumato un pasto non totalmente bilanciato o aver accettato una fetta di torta del collega che festeggiava il compleanno o aver spizzicato olive e patatine durante l’ultima uscita mondana o anche fosse la settimana di vacanza o un mese di alimentazione extra-ordinaria, significa che per te questi alimenti o comportamenti non rappresentano l’abitudine, altrimenti avresti ingurgitato questo e molto altro senza neanche farci caso! Allora non colpevolizzarti, va comunque tutto bene. Piuttosto riconosci che è tempo di aggiustare il tiro e riprenditi il tuo spazio, un passo o un pasto alla volta. 

COME INIZIARE

Lascia che sia il buon senso a guidarti e gioisci delle tue scelte consapevoli per il puro gusto di farlo.

Celebra le tue decisioni rispetto alla persona che vuoi essere oggi e fra un mese, un anno, dieci anni attraverso quello che scegli essere il tuo stile di vita permanente e fallo quotidianamente, che sia il giorno in cui osservi una rigorosa attenzione a ciò che mangi, come anche il momento in cui fai quel bel sorriso e addenti l’uovo di Pasqua. A proposito, al latte o fondente? 

Come iniziare a cambiare un atteggiamento eccessivamente controllato verso il cibo? Certamente con una consapevolezza: il desiderio e la scelta di allenare la propria mente a comunicare meglio con se stessi.

Se ancora non sei riuscita/o, se ancora hai difficoltà ad avere un buon rapporto con il cibo, col tuo corpo e con te stessa/o … Se fai fatica a guardarti allo specchio perché non ami la tua immagine, se non sai ancora stringerti nel tuo abbraccio più tenero, tendi la mano a chi è qui per aiutarti: conosco strumenti e strategie, che ho applicato prima di tutto su me stessa, per tornare alla tua modalità vincente!

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