UNA RISORSA CHIAMATA PAURA

Una paura mi assilla e più rifuggo quell’angoscia, più ci penso e mi spavento.
Ti è mai capitato di essere risucchiato dalla spirale di una preoccupazione, magari apparentemente immotivata, non reale o non attuale?
Può trattarsi di una malattia che magari non hai e sei terrorizzata/o che arrivi; del rischio che un tuo caro abbia un incidente d’auto; della possibilità che la tua casa venga svaligiata dai ladri mentre sei in vacanza; del timore di finire come quel tuo amico che a causa della crisi ha perso il lavoro. Le manifestazioni della paura sono molteplici: c’è chi avverte il classico magone, chi trema e suda e chi si sente sopraffatto e si blocca.

Poco importa del tipo di apprensione che ti affligge, l’importante è essere in grado di interpretarla e gestirla in modo che adempia allo scopo per cui appartiene all’essere umano. Sì, perché la paura, in termini evolutivi, si è rivelata una risorsa preziosa: ha garantito la sopravvivenza della specie. Pensa agli incontri di animali feroci che potevano fare gli uomini delle caverne, la paura ha consentito loro di rispondere in modo funzionale al pericolo. Oggi non corriamo più questi rischi, eppure ci è fortunatamente rimasto in dotazione lo stesso equipaggiamento: in caso di minaccia l’essere umano produce adrenalina che lo spinge a rispondere efficacemente all’input “attacca o scappa”. Chiaramente abbiamo contestualizzato l’applicazione di questo meccanismo alle sfide odierne

LA PAURA A TUO VANTAGGIO

La paura è utile, la paura ti tutela, in alcuni casi la paura ti salva la vita.
Immagina di trovarti sul ciglio di un burrone, in compagnia della tua comitiva, siete prossimi alla vetta. Se non sperimentassi la paura di cadere, probabilmente ti muoveresti con impazienza, distrazione, spavalderia e una disinvoltura tale da metterti in serio pericolo, senza nemmeno accorgertene. E invece per fortuna c’è la paura, che da un lato ti induce ad innalzare la soglia di attenzione (focus) restando concentrato e acuendo i sensi e dall’altro ti spinge a trovare soluzioni per uscire da quella situazione (problem solving), spostandoti con cautela e mettendoti in sicurezza velocemente. 

Analogamente, quando contatti la paura di perdere il tuo partner, scopri il desiderio di averlo sempre accanto a te e metti in campo comportamenti quotidiani volti a salvaguardare la relazione: una telefonata in più, un regalo inaspettato, un viaggio fuori stagione, dei momenti di confronto e più carezze, dentro e fuori dal letto! Non è questo un meccanismo di salvaguardia? Avere in dotazione un sistema di allarme che ti rimette in pista quando esci dal seminato, è una garanzia! 

Questi esempi ti dimostrano che la paura fine a se stessa non è necessariamente un limite o un’emozione depotenziante. A fare la differenza è l’uso che fai di quella paura. Se la affrontassi da una posizione di impotenza, probabilmente resteresti al cancelletto di partenza, incastrato nel tuo mondo, a ripeterti cosa non vuoi e a lamentarti di quello stato di frustrazione; quando invece scegli di cavalcare quella stessa paura e farne una leva che ti spinga oltre, stai esercitando il tuo potere personale e ti stai rendendo protagonista di un cambiamento che ha come limite unicamente i tuoi sogni!

Accogli le tue paure perché loro si stanno prendendo cura di te. Chiedi loro da cosa ti stanno salvando e trova un modo più ecologico ed emotivamente sostenibile per conseguire quell’intento

EDUCA LA PAURA DISFUNZIONALE

Quale aspetto o estensione della paura invece è bene evitare? Intanto è saggio prendere le distanze da re-azioni che spesso fanno il nostro male e aggiungono disagio al disagio. Parlo di quei comportamenti compulsivi come accendere una sigaretta, riempirsi la bocca di cibo, acquistare ossessivamente oggetti inutili. Ecco, queste sono azioni che mettiamo in atto per conseguire un’ingannevole rassicurazione e rifuggire momentaneamente da quella sensazione di malessereIn questo caso, meglio prendersi una mezz’ora per guardare in faccia la paura, analizzarla tirando fuori la sua utilità per poi smussare le implicazioni negative che ne conseguono. Quando sei disposto/a ad osservare ciò che ti spaventa, lo stai affrontando ed hai già fatto il primo passo verso il suo superamento della paura. Altri aspetti disfunzionali, diretti derivati della paura, sono l’ansia, le fobie e la preoccupazione. Nei primi due casi si tratta di manifestazioni della paura non commisurate al rischio realeSe mi segui sai che io sono un esempio di coerenza e congruenza e allora ti racconto la mia esperienza e … 

“CI METTO LA FACCIA”: io ho avevo la fobia degli aghi e dei topi. In entrambi i casi si trattava di paure tramandate, apprese dai miei familiari e che, nel mio contesto di riferimento, avevano anche scarsa utilità. Come le ho superate?  La fobia degli aghi è stata sconfitta grazie a mia nipote: ho associato il pizzico dell’ago alle sue dolci manine che mi danno dei pizzicotti trasferendomi litri e litri di amore, gioia e divertimento!  In più ho imparato a focalizzarmi sul bene che potevo fare agli altri donando il sangue. La fobia dei topi è stata annullata usando l’immaginazione e l’ironia: come puoi spaventarti di un topolino color giallo fluo, che gira sui pattini indossando occhiali da sole all’ultima moda?! 

E possiamo fare lo stesso lavoro sulle tue fobie, insieme!

Una ragazza che si è affidata a me, per esempio, era terrorizzata dalle api. Il timore di trovarsele in macchina le faceva partire un film nella testa secondo cui lei si catapultava fuori dall’auto sottoponendosi al rischio maggiore di essere investita! Anche questa l’abbiamo superata insieme. Rispetto alla preoccup-azione, la parola stessa ci offre una chiave interpretativa preziosa e la relativa soluzione: pre-occuparti significa “occuparti prima”, ovvero spostarti nel futuro prefigurandoti uno scenario, che il più delle volte, è tra i più catastrofici e attivando uno stato emotivo di agitazione che alimenti e amplifichi progressivamente fino ad uscire dal tuo controllo. Se ci pensi è un paradosso: ti pre-occupi nell’illusione di prevenire o controllare una certa situazione e invece stai conferendo a quella stessa situazione il potere di condizionare le tue emozioni, i tuoi pensieri e le tue azioni prima e più intensamente del dovuto. 

Hai programmato un check up fra una settimana è l’idea dell’esito ti sta ossessionando? Hai ricevuto una raccomandata che potrai ritirare solo fra due giorni e l’attesa ti sta snervando? È stata indetta una riunione straordinaria sul posto di lavoro e temi che ci siano ripercussioni negative per te? Ti sei colto un uno di questi comportamenti? Allora ti starai chiedendo quale sia la soluzione! Il segreto è restare nel “qui e ora” e per farlo è necessario elaborare delle consapevolezze, giungere a fortificare la tua identità e il modo in cui entri in relazione e ti muovi nel mondo e infine apprendere ed allenare nuovi comportamenti.

Coraggio, superiamo insieme quella fottuta paura che hai di andarti a prendere la vita dei tuoi desideri! Io l’ho fatto e sono pronta a mostrarti la strada sicura che ti porterà in vetta!

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